Armonie

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Della memoria e del suo buio

Ora il buio giunge più tardi, v’è una sorta di forza maggiore nel crepuscolo che indugia, e nonostante questa forza lo vedo appassire lentamente e sciogliersi ineluttabilmente. Non scorgo più il profilo della casa che in lontananza segnava il confine fra me e l’orizzonte, adesso tutto viene rapidamente inghiottito, e mi domando se domattina, nelle prime ore dell’alba, ritroverò tutto com’era stasera prima di questo buio, e mi chiedo altresì come dev’essere non poterlo sperare, trovandosi avvolti da una nebula costante che rarefà persino i pensieri e incide con violenza la mente. Affrontare certi argomenti è attraversare un sentiero sdrucito sul quale si è in equilibrio precario, il rischio è alto, non si affrontano discorsi delicati come questi con qualche frase di rito, o estrapolando semplicemente una manciata di parole. No, io credo che il rispetto nei confronti della sofferenza e di quanti l’hanno conosciuta richieda cautela e umiltà.

Marcel Cohen scrive con grande forza e pudore, come scriverà -Lire-. Racconta nel suo libro la storia della sua famiglia dopo settant’anni. É con lo stesso pudore che mi avvicino a questa e altre storie, con la forza dell’amore che M. Cohen ci affida.

E in questa notte ormai scesa, chiusa in questa stanza mentre scrivo poche righe, mi sale l’angoscia, e mi chiedo quando impareremo ad essere più umani.

©Tiziana Tius
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Dal libro “La scena interiore” di Marcel Cohen Traduzione di Michele Zaffarano Edito da Ponte alle Grazie

-Tentare di ricostruire quello che, al di qua
del linguaggio, nel rimaneggiare interno,
può ancora essere comunicato ad altri.-

George-Arthur Golschmidt

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“La memoria dei profumi è situata nella parte più arcaica del cervello, quella che conserviamo in comune con i nostri lontani antenati anfibi.”

M C

M C 2

Riflessioni

Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson

Queste tre donne fanno parte della storia, sono un’esempio di come la discriminazione può determinare l’insuccesso collettivo. Superando l’ostacolo della paura del diverso diviene auspicabile il raggiungimento degli obiettivi, e non dimentichiamo che, sia nelle piccole come nelle grandi imprese, il lavoro di gruppo è fondamentale. L’individualismo inasprisce il processo di crescita.
Sono riflessioni scontate e risapute che ogni tanto andrebbero riconsiderate.

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