Kavafis

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Edoarda Masi

Edoarda Masi, docente di letteratura cinese, sinologa, saggista ecc.

In un numero di “Linea d’ombra” scrisse:

La ricerca del conformismo supplisce all’incapacità ad orientarsi secondo principi soggettivi, giacché alla gente non viene trasmesso alcun valore ad eccezione dell’obbligo di non essere diversi dagli altri”.

In un intervista del 1988 precisò a tal proposito:

Se tutto equivale a tutto, i connotati non si definiscono dai contenuti, che possono essere i più vari, e contrastanti. Il carattere comune è l’intruppamento, la fuga dalla singolarità e dalla diversità. Chi resiste nella solitudine è visto come il più infelice dei disgraziati o come un eroe. Poiché nulla accomuna veramente e profondamente -in una società che propone il vuoto- la gente soffre atrocemente di solitudine e cerca di mascherarla”.

*

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Grazia Cherchi 

“Nessuno legge più veramente nessuno, e tutti continuiamo a scrivere troppo”

Linea d’ombra, dicembre 1988

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Wistawa Szymborska

La gioia di scrivere

 

[…]

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo

lettere che possono mettersi male,

un assedio di frasi

che non lasceranno scampo.

 

In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta

di cacciatori con l’occhio al mirino,

pronti a correr giù per la ripida penna,

a circondare la cerva, a puntare.

[…]

La gioia di scrivere.

Il potere di perpetuare.

La vendetta d’una mano mortale.

*

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Edizioni Pulcinoelefante, Mahler

Mahler

 

 

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Roberto Sanesi

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Poesia A. Zagajewski

Adam Zagajewski

Giardino d’Inverno

 

In questa piccola città nera, la tua città

dove anche i treni si fermano senza voltar la testa,

senza distogliersi dai destini finali

nel parco, a dispetto di ombre e di caligini,

c’è un grigio edificio dall’interno perlato.

Dimentica la neve, i duri attacchi del gelo

qui ti accoglie l’umida antologia dell’aria tropicale

e il misterioso fruscio di foglie smisurate

avviluppate come pigri serpenti-

neppure un egittologo saprebbe decifrarle.

Dimentica la tristezza delle strade anonime e degli stadi,

il peso delle domeniche riuscite male.

Accogli il respiro caldo che soffia dalle piante.

Un profumo lieve di lampi scoloriti

ti avvolgerà, ti condurrà laggiù, lontano.

Forse vedrai le vele rugginose di navi all’àncora,

isole ricamate di nebbia rosa, torri di templi diroccati;

vedrai ciò ch’è perduto, ciò che non c’era,

ma pure quanti vivono la tua

stessa vita.

Vedrai d’un tratto il mondo sotto una diversa luce,

i cancelli di case estranee per un istante si apriranno,

i pensieri nascosti diverranno visibili, le feste meno

fastidiose

la gioia altrui sarà più comprensibile, più belli

i volti.

Dimentica te stesso, lasciati abbagliare dall’incanto,

dimentica tutto e forse tornerà una memoria

più profonda e una più profonda fratellanza,

e dirai: non so, non so com’è successo-

le palme hanno aperto il mio avido cuore.


Adam Z


 





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